scavi di pompei
Campania,  Napoli,  Sud Italia

Scavi di Pompei: un viaggio per tornare indietro nel tempo

Pompei è un comune della provincia di Napoli, in Campania, famosa soprattutto per i ritrovarti archeologici a seguito dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. La città è rimasta sommersa fino a quando le sue rovine sono state portate a galla a partire dal XVIII secolo.

La fama degli Scavi di Pompei è internazionale e si tratta di una meta turistica unica al mondo. Il parco che contiene gli scavi è enorme e visitarlo vi farà immergere completamente in un’altra realtà, catapultandovi nel passato, circa duemila anni fa.

Si tratta anche dell’attrazione principale della città, per visitare il parco ci vorrà almeno mezza giornata date le vaste dimensioni. Se venuti dalla stazione potrete anche dare un’occhiata veloce al Santuario della Beata Vergine Maria del Santo Rosario di Pompei. Vi consiglio la visita poiché si tratta di uno dei santuari mariani più importanti d’Italia. Si tratta infatti di una chiesa famosissima, mia madre si sposò proprio lì tanti anni fa 🙂

Come arrivare a Pompei

In treno

Stazione di Pompei, collegata a stazioni come Napoli o Salerno, gli scavi sono a pochi minuti di cammino.

In autobus

BusItalia Campania da Salerno numero 4, 50 oppure Sitasud.

In macchina

Autostradata A3, uscita Pompei.

Orari e prezzi

Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19. Ultimo ingresso alle 17.30
Prezzo: 5 euro, acquistabile online su ticketone.it con 1.5 euro di commissione

scavi pompei

Scavi di Pompei, cominciamo dalla storia

Quella del 79 è stata l’eruzione del Vesuvio più importante e anche una delle eruzioni vulcaniche più famose al mondo. Ha lasciato senza dubbio un impronta nella storia che si ricorda anche dopo duemila anni. I primi eventi sismici partirono dal 62 e continuarono occasionalmente negli anni. Poco prima dell’eruzione la città infatti viveva un periodo di crisi a causa della mancanza di acqua, provocata probabilmente dai continui movimenti sismici. Fu all’una del pomeriggio che il Vesuvio eruttò colpendo le città di Pompei, Ercolano, Stabia e altre città. La principale testimonianza dell’evento ci è arrivata grazie alle lettere che Plinio il Giovane scrisse a Tacito. Nelle lettere infatti si trova il racconto dello zio Plinio Il Vecchio che era partito per Ercolano per andare ad aiutare un amico. Il nipote si trovava a Miseno e in un’altra lettera a Tacito descrisse quello che vissero lui e la sua famiglia, il tremare della terra e il mare che sembrava ritirarsi.

pompei

L’inizio degli scavi

Gli scavi sono iniziati ad operato di Carlo III di Borbone nel 1748 e sono ad oggi la più importante testimonianza della vita romana. Infatti è stato proprio grazie ai reperti che è stato possibile ricostruire molto della vita dell’epoca, come le abitudini alimentari, gli usi e i costumi. Molti dei ritrovamenti sono esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Inizialmente i sondaggi del territorio partirono a seguito del successo dei ritrovamenti di Ercolano. Inizialmente però le esplorazioni non diedero troppi risultati e fu solo nel 1763 che venne scoperta la presenza dell’antica Pompei grazie ad un’epigrafe. Fu grazie a Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV, che molte zone vennero a galla. Fu anche grazie a lei che gli scavi ebbero un periodo di grande successo, diventando una delle tappe obbligatorie dei Grand Tour. I periodi di restauro sono continuati a fasi alterne negli anni. A causa della mancanza di fondi economici per restaurare gli scavi l’Unione Europea creò un fondo per la ristrutturazione e gli scavi divennero patrimonio dell’UNESCO.

Gli scavi oggi

Ed eccoci arrivati ad oggi. Visitatissimo ogni anni da migliaia di turisti da tutte le parti del mondo, nel 2016 è arrivato a ben tre milioni di visitatori. Data la grande estensione ci sono tre ingressi: Porta Marina, Piazza Esedra e Piazza Anfiteatro.

Gli scavi sono suddivisi in nove zone diverse e sulla mappa troverete alcuni possibili itinerari. Mi raccomando non la perdete perché potreste essere voi a perdervi nella città sommersa. Se dovete visitare qualcosa nel dettaglio è bene controllare gli orari perché alcune case sono aperte solo di pomeriggio o solo di mattina. L’ideale sarebbe andare nel mezzo della giornata per vedere tutto.
Mettetevi delle scarpe comode perché la pavimentazione è ovviamente quella dell’epoca e dovrete sicuramente camminare per ore. All’interno del parco troverete anche un’area ristoro, che a me è stata molto utile per fare una pausa durante il giro 🙂


Le cose da vedere sono tantissime, quella che ho preferito è stato il Foro Civico. L’importanza di questa parte della città è la grande piazza che era il centro culturale e politico. Era qui che si svolgevano manifestazioni e dibattiti.
La Casa del Fauno è tra le abitazioni più grandi dei ritrovamenti e il suo nome si deve alla statua del fauno che si trova all’ingresso. Si tratta di una vera e propria cittadella, un mondo distaccato dal resto in cui immergersi.

Troverete tanti templi come quello di Apollo, di Iside e di Giove. Ci sono inoltre il Teatro Grande, in Teatro Piccolo, le Terme. Insomma tutto quello che faceva parte della città è rimasto. Come se fosse stata congelata nel tempo dalle ceneri che l’avevano sommersa. Se ci andate con lo spirito giusto, voglia di camminare e di conoscere la storia sarà un’esperienza indimenticabile.

Conclusioni

La visita agli scavi di Pompei vi avrà occupato sicuramente buona parte della giornata e all’uscita avrete sicuramente fame. Quello che vi consiglio è di passeggiare sulla strada di fianco al parco, ricca di pasticceria, ristoranti, bar e negozi di souvenir. Ricordate che siamo pur sempre in un comune che fa parte di Napoli, il cibo è fantastico ed è anche quello parte dell’attrattiva della città. La Campania poi ha tantissimo da offrire, se avete tempo vi consiglio di leggere il mio articolo sulle 10 cose da vedere in Campania.

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