sindrome di wanderlust
Alla scoperta

Sindrome di Wanderlust: aiuto ho la malattia del viaggiatore

La voglia di partire, la passione del viaggio, la valigia sempre pronta, la felicità quando si visita un posto nuovo, sono tutti sintomi di qualcosa. Ma di cosa? Che abbiate anche voi la sindrome di wanderlust? Ma cos’é?

Vi siete mai chiesti come mai vi piace così tanto viaggiare e perché non tutti condividano la vostra passione? Io sì, me lo sono chiesto, perché pensavo di essere l’unica e invece ho scoperto che si tratta di qualcosa che accomuna tante persone. Il tutto si può riassumere in quella che è una vera e propria malattia: la sindrome di wanderlust.

Un qualcosa che è dentro di noi da tutta la vita ma che non tutti riescono ad afferrare subito. Ma se c’è credetemi che verrà fuori e una volta scoperta non si potrà tornare indietro.

Vediamo di cosa si tratta esattamente. La voglia di viaggiare e di scoprire nuovi posti ha sempre fatto parte della natura umana. Dagli uomini che partivano in nave alla scoperta di nuovi territori e paesi, agli esploratori, agli scrittori e agli artisti che si spostavano di città in città alla ricerca dell’ispirazione.

La voglia di scoperta, la frenesia di viaggiare però non è uguale per tutti. C’è a chi piace andare in vacanza. C’è chi si accontenta delle due settimane sulla spiaggia per potersi rilassare dal lavoro e distaccarsi dalla routine quotidiana. A queste persone basta quel poco tempo per poi tornare a casa ed essere soddisfatti.

E poi c’è chi viaggia, che è diverso. C’è chi ha quello spirito di partire, quella voglia irrefrenabile di vedere posti nuovi. C’è chi non si accontenta della vacanza, chi vuole vivere sulla propria pelle realtà diverse, culture nuove, lingue sconosciute, cibi esotici.

Ed è qui che la malattia comincia a dare i suoi primi segni. Non è la vacanza, è la scoperta, l’ignoto, è mettere i piedi su un terreno sconosciuto, è essere dall’altra parte del mondo e fremere all’idea di visitarlo. È emozionarsi quando si guardano foto o video di luoghi da visitare, è passare le ore sui siti di hotel immaginando di organizzare viaggi prima ancora di sapere quando e se si potrà mai partire.

La senti nel cuore che accelera i battiti quando l’aereo atterra, quando le porte del treno si aprono, quando davanti a te si apre un nuovo mondo: la sindrome di wanderlust.

Le origini

Il termine nasce dal tedesco e dall’unione di due parole: wandern e lust. I due termini significano rispettivamente vagare e desiderio. La parola può tradursi quindi come desiderio di viaggiare. Il termine appare per la prima volta nel 1819 nella poesia Le tre fonti di Friedrich Rückert, poeta romantico tedesco. Venne preso dagli inglesi per parlare proprio dell’abitudine dei tedeschi di viaggiare ed esplorare, probabilmente riferendosi al periodo del romanticismo tedesco, di cui ne costituisce uno dei temi principali.

Secondo la ricerca della rivista Evolution And Human Behaviour si tratta di un vero e proprio gene. Alla base c’è una variante del gene D4, che è un recettore della dopamina ed è presente nel 20% delle persone. Il wanderlust avrebbe quindi una vera e propria sindrome. Questo spiegherebbe il perché in alcune persone questo desiderio di scoperta sia così radicato ed in altre no.

Cosa prova un wanderlust

Irrequietezza, credo sia questo il termine principale per descrivere questo stato. Non ci si accontenta delle proprie radici, c’è bisogno di spostarsi di continuo. Vuol dire pensare sempre al prossimo viaggio, alla prossima meta, a quando e come partire. Foto di viaggi che invadono il profilo personale, sempre al passo con i prezzi degli aerei, nostalgia per i viaggi passati; queste sono solo alcune delle caratteristiche. Il bene di un wanderlust non è materiale ma emotivo, è la ricerca di vissuto, di esperienze che ti facciano sentire vivo. Non ci si attacca a oggetti ma alla realtà che ci circonda, alle terre esplorate e quelle ancora da visitare. Lì fuori c’è un mondo immenso che aspetta di essere scoperto.

sindrome di wanderlust

Sindrome di wanderlust: cosa vuol dire per noi

Chi ha visitato il blog sa che siamo due amiche e che è stata proprio la passione del viaggio ad unirci (leggi la storia sulla pagina Chi siamo). All’inizio avevo sottovalutato la mia voglia di essere sempre in giro e non ci avevo dato particolare peso. Quando poi però parlavo con le altre persone mi rendevo conto che a molti non interessava, che tanti parlavano di voler partire ma per la maggiore non lo facevano. Finché non ho incontrato la mia travel buddy.

Io e Sabrina siamo due wanderlust ritrovate e lo abbiamo capito soltanto dopo anni e anni. La voglia di partire ci accomunava, era l’unica persona entusiasta come me di viaggiare e lo faceva davvero! Ho iniziato ad affidarmi alla sua compagnia per i viaggi e nessuna delle due si è mai tirata indietro, amiamo troppo il viaggio per non farlo.

Se all’inizio pensavamo di essere le uniche, è anche con l’avvento dei social, conoscendo le persone in viaggio e anche scoprendo tanti travel blogger che ci siamo rese conto di essere in tanti. In giro per il mondo, alla scoperta dei luoghi più disparati, noi wanderlust ci riconosciamo subito per la passione del viaggio perché ci brillano gli occhi quando ne parliamo.

Non ricordo quando ho letto casualmente di questo termine, so solo che ho pensato “sono io” così tante volte che mi sembrava di impazzire. La voglia perenne di partire, il sognare sempre il prossimo viaggio, il brivido di irrequietezza al solo pensiero di tutto quello che c’è da scoprire. È come se il mio corpo mi gridasse

Anna, c’è un intero mondo lì fuori che ti aspetta, cosa ci fai qui a casa?

A volte è dura, ci sono periodi in cui non ci si può spostare per mancanza di tempo, o magari non abbastanza soldi. Quelli sono i periodi più duri, quando vogliamo partire ma non possiamo. Ed è in quei momenti che parte la nostalgia, i ricordi dei viaggi passati e la forza di volontà per trovare un modo di farcela sempre.

Così facciamo dal 2010, troviamo sempre un modo per riuscire a partire presto o tardi perché ne abbiamo bisogno, perché è la nostra fonte di felicità.

Perché per noi viaggiare vuol dire essere felici.

Quanto è bello visitare una nuova città, vedere qualcosa che non si è mai visto, mangiare cibi che non si conoscono, passeggiare per le strade alla scoperta di una nuova realtà, conoscere persone del posto, tutto fa parte della magia.
Ed è anche per questo che è nato questo blog, vogliamo condividere la nostra più grande passione e conoscere chi vive di viaggi come noi, perché ricordate, il viaggio non finisce mai.

Conclusioni

So di essere stata molto romantica e passionale, ma quando si tratta di viaggi la mia anima si accende. Spero di aver espresso a pieno quello che questo termine vuol dire, per chi ha il dubbio di essere wanderlust o per chi è semplicemente curioso di conoscere questo termine.
E voi, pensate di avere la sindrome di wanderlust? Fatemelo sapere nei commenti!

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